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RUNTS, il primo passaggio obbligatorio per OdV e APS

Cari Volontari, care Associazioni,

come anticipato nei giorni scorsi a breve nascerà ufficialmente il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) e, a partire dalla data di operatività dello stesso (individuata dal Ministero del lavoro e delle Politiche sociali con apposito provvedimento), avrà inizio il processo di trasferimento dei dati relativi agli enti iscritti nei Registri Regionali delle ODV e delle APS da parte della Regione Piemonte tramite apposita piattaforma.

La prima fase di trasmigrazione dei dati prevede l’individuazione di un set minimo di informazioni che identificano l’anagrafica di ogni OdV e APS e i documenti costitutivi e statutari.

A tal fine vi informiamo che tutti gli ETS iscritti ai rispettivi Registri regionali (ODV e APS) riceveranno in questi giorni una prima importante comunicazione dalla email assistenza.runts@csi.it del CSI Piemonte, Consorzio per il Sistema Informativo della Regione, con informazioni sui successivi passaggi obbligatori per la trasmigrazione al RUNTS.

Clicca qui per leggere il fac simile della comunicazione del CSI

Per accedere alla piattaforma temporanea che verrà attivata dalla Regione (SIS-TRA) è necessario che ogni Ente comunichi i riferimenti dell’operatore che provvederà ad effettuare le attività di verifica e convalida dei propri dati.

Vi preghiamo quindi di controllare con tempestività le caselle di posta elettronica (controllando anche lo spam) e di rispondere alla e-mail ricevuta inviando il modulo che troverete in allegato compilato in ogni sua parte. Le risposte dovranno essere inviate entro il 2/4/2021.

La persona indicata nel modulo compilato riceverà poi una e-mail con le credenziali e le modalità utili all’accesso alla piattaforma temporanea.

Si comunica che, per il servizio di assistenza agli utenti della procedura SIS-TRA, in aggiunta alla gestione delle comunicazioni via mail attraverso la casella di posta assistenza.runts@csi.it è stato attivato anche un numero di telefono dedicato al servizio SIS-TRA . Il numero telefonico dedicato è 011.082.4276. Di seguito si riporta il link del sito della Regione Piemonte dove troverete la sezione dedicata al RUNTS.

Lo staff di Vol.To è a vostra disposizione per fornirvi informazioni e per supportarvi negli adempimenti necessari affinché il passaggio nel RUNTS e l’acquisizione della qualifica di ETS (Ente del Terzo Settore) diventino effettivi. Vi invitiamo, per qualunque necessità, a chiamare il numero verde dedicato 800590003 o a scrivere una mail a centroservizi@volontariato.torino.it

Foglio EXCEL per l’attivazione delle credenziali SIS-TRA

AGEVOLI, numeri e dossier del progetto promosso da Vol.To

Si è concluso a fine aprile il progetto AGEVOLI – Agenzia per il Volontariato Inclusivo, promosso da Vol.To all’interno di To-Link, il Piano di inclusione della Città di Torino e nella cornice della strategia W.Ca.Re. della Regione Piemonte.
La sfida sociale che si è voluta affrontare è stata quella di affermare il ruolo dello svolgimento delle attività di volontariato come infrastruttura sociale cardine per sostenere l’inclusione di persone fragili

Il progetto ha messo in campo una serie di azioni volte a:

  • Implementare le competenze degli Enti del Terzo Settore nell’accogliere persone fragili come volontari
  • Accompagnare persone fragili nello svolgimento di attività di impegno civico
  • Sostenere il consolidamento di una rete diffusa di organizzazioni radicata e durevole nel tempo
  • Sperimentare modalità di intervento innovative e scalabili rispetto alla promozione del volontariato.

Se è definita e formata la figura dell’Inclusive manager, si è approfondita e sperimentata l’Emersione delle competenze maturate in ambito di volontariato, ed infine si è agito per rafforzare il volontariato della Rete Torino Solidale nata durante il lockdown di marzo 2020 per dare sostegno a numerose famiglie di Torino, la cui situazione socio-economica si è aggravata a causa della pandemia da COVID-19. La Rete è costituita da 12 Snodi, gestisti da altrettanti Enti del Terzo Settore.

I numeri del progetto:

  • 80 Enti coinvolti nelle varie attività del progetto, di 72 Enti del Terzo Settore e 8 Enti pubblici.
  • 59 Inclusive Manager formati, di cui 46 hanno partecipato ad almeno l’80% delle lezioni e ricevuto un attestato di frequenza. Il corso ha previsto 10 incontri di cui 2 di follow-up con i partecipanti.
  • 349 Volontari fragili “orientati” al volontariato. Sono le persone definibili tali per loro stessa dichiarazione o perché inviate dal servizio che le ha in carico e che si sono rivolte a Vol.To per essere inseriti in associazioni. Di queste sono 210 le persone “abbinate” ad un ETS maggiormente aderente alle loro aspirazioni.
  • Il percorso incentrato sul tema delle competenze acquisite in ambito di volontariatoha formato in un corso di 8 ore, 18 Tutor, persone che all’interno delle organizzazioni si occupano di accogliere e accompagnare i volontari. I Tutor formati hanno partecipato ad un percorso di emersione e validazione di competenze cha visto coinvolti anche persone fragili.
  • Nell’ambito della collaborazione con la Rete Torino Solidale:
    • è stata realizzata, in via del tutto sperimentale, una mappa georeferenziata, dell’associazionismo torinese, al fine di consentire agli Snodi di sviluppare nuovi servizi e iniziative sui territori a loro più prossimi. Sono state mappate 1.044 associazioni.
    • si è organizzato un servizio di ricerca di volontari per gli Snodi. Sul sito di Vol.To è stata realizzata un’apposita pagina che oltre a descrivere la Rete Torino Solidale, ospita gli annunci di ricerca volontari.
    • si sono organizzati un paio di momenti seminariali e di confronto per fare emergere i bisogni formativi dei volontari degli Snodi a cui rispondere con specifiche future progettualità.
  • L’intero arco di realizzazione del progetto è stato accompagnato dalla realizzazione di cinque dossier tematici:

È possibile scaricare tutto il materiale prodotto durante la realizzazione del progetto cliccando QUI

Sulla playlist YouTube di Vol.TOsi possono visualizzare le registrazioni di tutti gli incontri di formazione.

Sostieni la tua associazione con il Dolce di San Giovanni

Mercoledì 19 maggio per gli incontri del “Lo sai che?” è stato presentato il progetto: “Il Dolce di San Giovanni: tutto il buono del Bene”. Ospite dell’appuntamento è stata Paola Monferrato. Moderatore dell’incontro invece Marco Bani, giornalista.

Nato per dare forza alla trasformazione delle sofferenze nelle diverse forme di Bene, il Dolce di San Giovanni ha una storia ricca e una ricetta esclusiva, unica come la vita di ognuno di noi. Il suo progetto può diventare uno strumento prezioso per l’organizzazione di una “raccolta fondi” che ciascuna associazione può mettere in campo per sostenere le proprie attività e progetti. In questo caso, però, si dovranno tenere presenti alcuni aspetti organizzativi: CLICCA QUI per tutti i dettagli.

“Disturbi specifici dell’apprendimento”: riguarda la diretta Facebook

Tornano gli incontri in diretta sulla pagina Facebook del Centro Servizi per il Volontariato di Torino (@VolToCsv), una serie di appuntamenti di approfondimento durante i quali gli esperti di Vol.To e non solo affrontano tematiche di interesse generale, declinandole anche negli aspetti relativi all’attuale emergenza sanitaria.

Martedì 11 maggio 2021  Barbara Urdanch, Esperta di processi formativi e Responsabile Progetto “ApprendiAMO”, ha parlato di “I disturbi specifici dell’apprendimento DSA”. A moderare il giornalista Alberto Manzo.

RUNTS, il primo passaggio obbligatorio per OdV e APS

Cari Volontari, care Associazioni,
come anticipato nei giorni scorsi a breve nascerà ufficialmente il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) e, a partire dalla data di operatività dello stesso (individuata dal Ministero del lavoro e delle Politiche sociali con apposito provvedimento), avrà inizio il processo di trasferimento dei dati relativi agli enti iscritti nei Registri Regionali delle ODV e delle APS da parte della Regione Piemonte tramite apposita piattaforma.

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Firmato il decreto sulle “attività diverse”. Un importante passo per la piena attuazione della riforma del Terzo settore

Il 30 aprile scorso il Ministro del lavoro e delle politiche sociali ha firmato il decreto previsto dall’art. 6 del codice del terzo settore.

Un decreto che fissa i criteri ed i limiti delle c.d. “attività diverse” che gli Enti del terzo settore possono esercitare.

Se, infatti, l’art. 5 dello stesso codice stabilisce che gli ETS “ esercitano in via esclusiva o principale una o più attività di interesse generale  per il conseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale,,fornendo un elenco tassativo di 26 attività considerate, appunto, “di interesse generale” ( dai servizi sociali, all’accoglienza umanitaria, dalla promozione dei diritti civili alle attività culturali di particolare interesse sociale….e così via ), il già citato articolo 6 afferma che gli Enti stessi “possono esercitare attività diverse da quelle di cui all’art. 5  se l’atto costitutivo o lo statuto lo consentono e qualora esse siano secondarie e strumentali a quella/e  di interesse generale esercitate.”

Ma proprio questi concetti di “secondarietà e strumentalità” (il cui rispetto legittima lo svolgimento di attività diverse da parte dell’ETS) sarebbero stati – precisa l’art. 6 – individuati con successivo decreto.

Che finalmente è arrivato, ed è quello, appunto quello firmato lo scorso 30 aprile.

Decreto che ha avuto vita piuttosto “travagliata” perché la sua “bozza”, pur se approvata come previsto dallo stesso art. 6 dalla “cabina di regia” introdotta dall’art. 97 del codice del terzo settore, aveva subito uno “stop” da parte del Consiglio di Stato nel gennaio 2020 che, oltre ad alcuni rilievi procedurali, esprimeva un parere interlocutorio, ritenendo necessario “acquisire elementi informativi” rispetto ad alcuni aspetti.

Poi, a fine ottobre dello scorso anno, i giudici dell’organo previsto dall’art. 100 della Costituzione, dopo avere ricevuto i richiesti chiarimenti dai ministeri interessati (Lavoro ed Economia) hanno espresso, finalmente, parere favorevole.

Ma cerchiamo di comprendere meglio i punti più qualificanti del decreto di cui stiamo parlando, considerando che – per definizione del Ministero del Lavoro all’atto della presentazione della propria bozza –  esso dovrebbe “ampliare il raggio di operatività degli ETS, in quanto la configurazione delle attività diverse non sarà più ristretta entro i limiti della connessione e della marginalità rispetto alle attività istituzionali…” divenendo un importante aumento delle capacità di autofinanziamento  degli Enti.

In merito alla strumentalità dell’attività secondaria rispetto alla principaleesse sono considerate strumentali quando sono finalizzate a supportare, sostenere, promuovere o agevolare il perseguimento delle attività istituzionali dell’ente del terzo settore.

Non è, quindi, il tipo di attività a fare la differenza ma solo la loro funzione, che mira a sostenere, supportare, promuovere e agevolare il perseguimento delle finalità istituzionali dell’ente di terzo settore.

Di estremo interesse nel decreto risultano poi i limiti quantitativi. Viene infatti previsto che i ricavi da attività diverse:

1) non devono superare il 30% delle entrate complessive dell’ente;
2) non devono superare il 66% dei costi complessivi dell’Ente del terzo settore.

L’ente del terzo settore potrà scegliere uno dei due criteri, che dovrà poi essere indicato nella relazione di missione o in un’annotazione in calce al rendiconto per cassa.

Avremo numerose occasioni di illustrare – ed approfondire con nostri esperti – il significato, le implicazioni e le ricadute di questo importante decreto attuativo della riforma del terzo settore.